Il Sudafrica, safari a parte, è una di quelle destinazioni per le quali il fai da te è ancora una rarità: i turisti preferiscono rivolgersi alle agenzie per organizzare un viaggio alla scoperta del punto più a sud del pianeta, ma vi posso assicurare che l’organizzazione autonoma del vostro tour non ha niente di diverso da un semplice on the road americano. Per prima cosa, per visitare il Sudafrica, bisogna informarsi sulle vaccinazioni necessarie, che variano in base ai periodi dell’anno, alle stagioni secche o umide e soprattutto in base alle vostre effettive necessità e condizioni di salute. Rivolgetevi al vostro medico di fiducia, che vi saprà indirizzare sul da farsi meglio di qualsiasi travel blogger non medico!

 

 

Cape Town

Il punto di partenza è la città di Cape Town, una città che dopo i mondiali del 2010 e la popolarità di uno sport come il rugby, è ormai attrezzata ad accogliere turisti da tutto il mondo. Per entrare in Sudafrica non vi occorre nessun visto, nè permesso speciale, soltanto il vostro passaporto in corso di validità. All’aeroporto potete affittare un’auto e girare autonomamente per tutto il vostro tour. Il primo giorno va dedicato alla Table Mountain (omonimo parco nazionale), dove potete salire sia con la funivia (a/r 255 Rand), sia con la vostra auto (non fino in cima in questo caso), a seconda del meteo. La vista di tutta la città dalla cima piatta della montagna è meravigliosa e vi basterà poco più di mezza giornata per una camminata tra i sentieri del parco. Attenzione al meteo, se ci sono nuvole è molto facile perdersi tra i sentieri escursionistici; i più abili possono proseguire fino al Lion’s Head point con due ore di cammino, ma se siete pigri questo trail non fa per voi e potrete comunque godere di un’ottima vista dai vari punti panoramici. Scarpe da trekking, cappellino, acqua, telefono con gps e macchina fotografica è tutto quello che vi serve. Verso sera spostatevi nella zona Waterfront, il porto turistico, per un aperitivo e per la cena. Questo punto offre un centro commerciale e vari negozietti, oltre ad un’ ampia scelta di ristoranti, di cucina e locale e non. I prezzi dei ristoranti sono veramente ottimi, questo perchè la valuta locale è molto debole; per darvi un’idea potreste gustare un’ottima cena di pesce per l’equivalente di 15 euro! Suggerisco questo ristorante di pesce Harbour House waterfront, che, solo apparentemente, vi sembrerà costosissimo! Per la sera la scelta del porto ci ha anche fatti sentire sicuri, perchè nel centro città esiste una sorta di coprifuoco e non è consigliabile girare a piedi ovunque. Il giorno seguente potrete fare un giro nel centro città, tra i variopinti mercati di Greenmarket Square e i giardini di Company’ s Garden.

Cape Town vista da Signal Hill

Cape of Good Hope.

Per raggiungere il Capo di Buona Speranza consiglio di percorrere la Chapman’s Peak Drive (M6), una strada panoramica che attraversa Hout Bay e che vi permetterà di scattare diverse foto da punti panoramici della costa ovest. Per arrivare a quello che comunemente è considerato il punto più a sud dell’Africa (ma che come vedremo in seguito non lo è di fatto!) dovrete pagare un ingresso al parco nazionale di circa 110 Rand e percorrere le curve a strapiombo sul mare, incontrando qualche struzzo o babbuino di tanto in tanto, fino ad arrivare allo scenico Cape Point (dove sono segnate le coordinate latitudinali e longitudinali precise). Proseguendo sulla strada verso sud arriverete ad un altro punto dove fermarvi e salire fino all’antico faro del 1800 dal quale ammirare le scogliere a strapiombo sul mare. Se sarete fortunati potrete scorgere tra le onde anche qualche balena!

I pinguini di Boulder’s beach

Risalendo la penisola nella parte est e costeggiando False Bay passerete da Simon’s Town, diventata famosa per la spiaggia dei pinguini: Boulder’s Beach. L’ingresso alla spiaggia, dove arriverete a piedi dopo aver parcheggiato nelle varie aree limitrofe, costa 80 Rand e una passerella di legno vi condurrà dritti alla preferita dai pinguini dalle zampe nere. Il paesino di Simon’s Town è molto carino e offre diversi bistrot e localini dove fare una sosta tra la visita ai pinguini e l’acquisto di un souvenir. Tasty Table è il locale che avevamo scelto per un sandwich ben farcito e una deliziosa cheesecake prima di ripartire. Risalendo la costa, dirigetevi verso Stellenbosch per una giornata nella rinomata zona dei vini; prima di raggiungere questa città però, vale la pena fare una sosta veloce a Muizenberg, cittadina sul mare famosa per i numerosi surfisti, che si allenano qui tutto l’anno e per le instagrammabili casette colorate sulla spiaggia.

Tour dei vini e whale watching

La sosta a Stellenbosch è d’obbligo per gli amanti del vino: un giro tra gli immensi vigneti, uno tra i mercati tipici della città e una vasta scelta tra i tour delle cantine faranno al caso vostro. Fuori dal centro città consiglio la visita dell’azienda vinicola Warwick Estate, dove viene proposto il wine safari, alla ricerca dei big five (intesi come le principali uve utilizzate!). Riprendete il viaggio il giorno seguente verso Hermanus, (sulla panoramica Garden Route), forse uno dei luoghi più famosi al mondo per gli avvistamenti delle balene; attenzione però al periodo, perchè i maggiori avvistamenti vanno da giugno a novembre! A settembre si svolge il Whale Festival, che prevede eventi di intrattenimento e mercatini di locali in occasione degli avvistamenti più numerosi, con decine di esemplari vicini alla costa. Se volete ammirare più da vicino questi splendidi mammiferi potete optare per una crociera, prenotabile su www.hermanus-whale-cruise.co.za .  

Cape Agulhas.

L’ultimo tratto che vi condurrà, questa volta per davvero, al punto più a Sud del continente, prevede meno di due ore di auto. Il percorso è praticamente privo di attrattive, così come l’aspetto della spiaggia dove vi aspetta la roccia più a sud dell’Africa. Il panorama che vi aspetta è roccioso e spettrale e oltre al cartello che vi segnala il punto esatto d’incontro di Oceano Indiano e Oceano Atlantico, con foto d’obbligo, troverete solo un antico relitto di una delle numerose imbarcazioni naufragate in questo tratto, a causa delle condizioni meteo sempre avverse.

Il punto d’incontro tra i due oceani

Cosa mettere in valigia: trovandosi nell’emisfero meridionale le stagioni sono invertite rispetto all’Europa. Chi, come me, viaggerà in agosto, si troverà nel bel mezzo dell’inverno sudafricano, comunque più mite rispetto al nostro inverno. Le temperature di Cape Town in agosto vanno dai 7 ai 18 gradi al massimo, quelle di Johannesburg dai 5 ai 20. Per quanto riguarda il Kruger Park ci sono forti escursioni termiche tra la notte, quando può fare freddo (10 gradi o meno) e il giorno, quando la temperatura è calda, intorno ai 26/27 gradi. Quindi sia per i safari, che per i tour, in questo periodo conviene vestirsi a strati. Indumenti comodi, cappellino, repellente per insetti e stick dopopuntura non devono mancare nel vostro zaino. Ricordate sempre di fare scorta di acqua, rigorosamente imbottigliata. Fermenti lattici consigliati a partire da una settimana prima della partenza… non si sa mai!

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