Il Messico mi ha sempre attratto fin da quando, nei telefilm che guardavo da bambino, vedevo le classiche famiglie americane che sceglievano questa meta per le vacanze, nei mega hotel sul mare o nelle super ville direttamente sulle spiagge bianche: insomma un sogno. Quando poi ho scoperto che tutto questo era anche abbordabile economicamente, mi sono deciso a partire.

Premetto che questo itinerario tratterà la parte più turistica della penisola, senza addentrarsi nelle zone più sconosciute che, per ovvi motivi, i meno esperti e non abituati all’organizzazione fai da te, esiterebbero a considerare in un possibile viaggio. Abbiamo deciso, una volta atterrati a Cancun, di spostarci con i mezzi locali, gli autobus Ado, una linea che copre la tratta da Cancun a Playa del Carmen, proseguendo fino a Tulum. Questo perchè il noleggio auto avrebbe avuto un costo maggiore e, soprattutto, perchè i messicani alla guida sono piuttosto spericolati; non ultimo, il noleggio auto sarebbe stato sprecato nei giorni di totale relax al mare o escursioni alle isole. Se non ve la sentite di utilizzare l’autobus locale, che rimane il mezzo comunque più economico, potete optare per un taxi privato, oppure un collectivos ,cioè un taxi condiviso, ma in tal caso le cifre sono diverse.

La nostra prima tappa è stata Playa del Carmen, raggiunta con uno degli autobus Ado di cui sopra dall’aeroporto, in poco più di un’ora (70km la distanza): la stazione Ado si trova nel centro di Playa del Carmen, comoda con ogni punto di interesse.

Playa del Carmen: la Riccione della Riviera Maya, con un tocco di Turchese in più. 3 chilometri di Avenida, la strada che costeggia questa cittadina balneare, tempestata di ristoranti, locali, negozietti di souvenir, gelaterie e quant’altro. Molto turistica, certo, ma da vedere e vivere per qualche giorno secondo il mio modesto parere. Il mare caldo e dai colori caraibici si affianca perfettamente alla movida serale, con una scelta di ristoranti e locali per ogni gusto e fascia di prezzo. Potete alloggiare in centro, in uno dei numerosi hotel boutique, oppure nel quartiere Playacar, più appartato, dove si trovano i maggiori resort e le lussuose ville vacanza. Gli spostamenti sono comodissimi a piedi o con una bici a noleggio.

Il centro di Playa Del Carmen

La spiaggia di Playa Del Carmen

Da Playa del Carmen l’escusione più comoda da fare in giornata è certamente quella all’isola di Cozumel. Più impegnativa a livello di spostamenti, ma decisamente imperdibile è però la visita di Chichen Itza, il complesso di rovine Maya più conosciuto al mondo, con la sua piramide (El Castillo) a significato mistico, religioso ed atronomico. Abbiamo acquistato questa escursione in un pacchetto molto vantaggioso presso l’hotel, che abbinava alla visita del sito anche una gita ad un Cenote, una delle cavità naturali di acqua dolce tipiche dello Yucatan immerse nella vegetazione e alla cittadina coloniale di Valladolid, abitata quasi totalmente da popolazioni Maya.

Piramide di Kukulkan

Dove mangiare: da non perdere l’autentica fajitas di El Fogon, ristorante open air non proprio centralissimo, ma frequentato da locali, indice della bontà dei prodotti. Non spaventatevi dalla spartanità del locale, ne rimarrete soddisfatti!

Tulum: a circa 60 km da Playa del Carmen, sempre raggiungibile con l’autobus Ado, si trova questa cittadina della costa Maya conosciuta come la prima scoperta dagli spagnoli nel ‘500 . La sua costa a picco sul mare caraibico e le sue rovine Maya, rappresentate dall’emblematico Castillo, l’hanno resa meta di milioni di turisti. La spiaggetta riparata che scorgerete dall’alto del sito archeologico è popolata da tartarughe caretta caretta, pertanto essa non è balneabile per non creare loro disturbo. Imperdibile, oltre alla visita del sito archeologico, Playa Paraiso, la spiaggia di finissima sabbia bianca e colori mozzafiato.

Le rovine Maya di Tulum

Playa Paraiso

Tulum offre un piccolo centro città e una sorta di lungomare, popolati entrambi di ristorantini e attività locali. Gli spostamenti sono meno comodi che a Playa, per cui suggerisco il noleggio di biciclette che, di norma, gli hotel forniscono più o meno gratuitamente. Una delle escursioni da non perdere da Tulum è cartamente quella alla Biosfera di Sian’ Ka’ An, per nuotare con tartarughe e delfini, ma anche per immergersi nelle piscine naturali di acqua verde smeraldo. Da Tulum riprendiamo il nostro Ado per dirigerci verso Cancun, ultima tappa del nostro itinerario della Riviera Maya.

Partiamo con la seguente considerazione: la Cancun che siamo soliti conoscere (tramite i telefilm di cui sopra) o le pellicole cinematografiche in generale non è la vera cittadina messicana, ma soltanto quella lingua di terra situata tra laguna e Oceano chiamata la zona hotelera. A mio avviso la meno interessante del nostro tour, questa immensa distesa di cemento armato, più o meno lussuoso, affacciato sull’oceano turchese, offre soltanto relax, nulla di più. Resort dotati di ogni comfort, negozi delle marche più costose e poco altro sono diretti al turismo americano e messicano per lo più, a costi accettabili.

La città di Cancun in realtà si divide in tre parti: la zona hotelera, una zona di centro città dove vive la classe medio alta ed infine una grande e desolata periferia, dove vive la restante parte della popolazione. La maggior parte di queste persone si possono vedere alla fine della giornata sotto le pensiline di sosta degli autobus della zona hotelera, ad aspettare la propria corsa per rientrare a casa. La parte di città diametralmente opposta, sotto ogni aspetto, alla zona hotelera non presenta neppure delle abitazioni tradizionali, ma sorte di capanne/tuguri prive delle basilari comodità che diamo per scontate: ascoltare le storie di alcune delle cameriere degli albergoni di Cancun fa riflettere, a maggior ragione se i 5 euro di salario giornaliero possono servire per una caparra di arredamento. Così come altri luoghi che ho visitato, anche il Messico è stato per me un paese delle grandi contraddizioni.

Ad ogni modo se decidete di sperimentare la zona hotelera per un paio di giorni nel vostro itinerario e rilassarvi, non potrete fare a meno di dedicare una serata al famosissimo Cocobongo, la più grande discoteca esistente, anche se chiamarla discoteca è assai riduttivo. Scenario della celebre scena del film The Mask, in cui Jim Carrey balla con Cameron Diaz, oggi il locale ha un biglietto di ingresso che si aggira intorno ai 50/60 euro a persona, con consumazioni illimitate e uno spettacolo come pochi.

Ballerini, cantanti e acrobati professionisti si alternano sul palcoscenico, situato proprio sopra la sala da ballo, portando in scena i video musicali, i concerti, i musical e le cover più famose del mondo. The Mask, Phantom of the Opera, Madonna live, Lady Gaga, Spiderman e Bruno Mars sono solo alcuni degli esempi. Vi assicuro che non potrete fare a meno di ballare, cantare e partecipare alle numerose gare video inscenate; da provare una volta nella vita. Acquistate i biglietti dai ragazzi che li vendono durante la giornata sulla spiaggia, oppure direttamente nei pressi del locale la sera, stando attenti a non farvi fregare: parola dì’ordine in Messico è CONTRATTARE. Su ogni cosa, ogni pesos.

A proposito: attrezzatevi di moneta locale; diversamente i vostri euro o dollari americani saranno mangiati vivi! Come ben saprete in ogni località il turista è visto un po’ come un pollo da spennare, a maggior ragione nei paesi segnati dalla povertà; non rintengo comunque giusto che un bene o un servizio venga venduto con sovraprezzo ai non locali, pertanto state allerta!

Dopo Cancun concedetevi un’escursione o un paio di giorni a Isla Mujeres, a pochi minuti di traghetto da Cancun (13 km dalla costa). L’isola è lunga solo 7km e larga 650 metri ed è considerata la meta preferita degli amanti dello snorkeling. Potete girare a piedi o con i caddy da golf che alcuni hotel hanno in dotazione, per visitare il vivace centro. La barriera corallina del Parque Natural de Arrecifes Garrafòn è considerata una delle migliori del mar dei Caraibi. Da non perdere la paradisiaca Playa Norte e la visita alla Tortugranja, il centro di protezione delle tartarughe marine in via d’estinzione.

Qualche consiglio: il periodo migliore per visitare la penisola dello Yucatan è il periodo compreso tra febbraio e aprile, anche se in generale il clima è mite e soleggiato. La stagione degli uragani va da luglio a novembre, pertanto è consigliabile evitare i mesi della nostra estate. Personalmente mi rintengo fortunato ad aver visitato questa zona in agosto e ad aver trovato solo un acquazzone passeggero. Il mare è comunque balneabile tutto l’anno.

La questione sargasso: l’inquinamento atmosferico ed il cambiamento climatico stanno peggiorando la situazione alghe sulla costa Maya, che è molto instabile e variabile. Non si può determinare se troverete o meno le alghe ed in quali zone: vi possiamo però suggerire, nel caso vi capitasse questo inconveniente, di dirottare su Cozumel, Isla Mujeres o Hollbox, le cui spiagge sono al riparo da questo fenomeno grazie alle correnti e ai venti. La vostra vacanza sarà salva!

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