Certamente non la più comune delle destinazioni quando si parla di on the road negli Stati Uniti, oggi cerchiamo di chiarirci un po’ le idee sui costi e sulle modalità di organizzazione di un viaggio in Alaska, luogo che da tempo desideravamo visitare.

Cominciamo con il dire che, nonostante sui viaggi Usa ormai il web sia stracolmo di itinerari, consigli eccetera, per alcuni aspetti non abbiamo trovato un gran che in rete, almeno per quanto riguarda i canali italiani, e quindi vorremmo che il nostro lavoro di raccogliere gli appunti di viaggio possa venire in aiuto a chi di voi volesse cimentarsi! Ma la domanda più ricorrente che ci è stata fatta è: ma quanto vi è costato fare un viaggio in Alaska?

Nel momento in cui scriviamo un viaggio negli Stati Uniti, ovunque si vada, è diventato abbastanza costoso e non alla portata di tutti; ecco per l’Alaska questo problema è amplificato: si tratta di un viaggio, anche se organizzato in autonomia e senza eccessi, piuttosto impegnativo per le tasche di noi viaggiatori. Le ragioni sono sostanzialmente due: per alcune località la scelta delle sistemazioni è piuttosto limitata e, seconda cosa, i prezzi nello stato più grande degli USA, dove le distanze sono indescrivibili, sono più alti in generale. Ma andiamo con ordine.

Periodo migliore. Il periodo migliore per un viaggio in Alaska, la loro alta stagione, va da metà maggio a metà settembre, con il picco turistico nel mesi di luglio e agosto. L’estate è comunque segnata da tempo sempre imprevedibile, ma le giornate di sole sono sicuramente più frequenti, se così possiamo dire. Le previsioni non indovinano quasi mai e i cambiamenti di meteo sono davvero repentini.

Voli. I collegamenti non sono così immediati come un classico Milano/New York, ma dall’Europa per l’Alaska, udite udite, senza scali, c’è un ottimo Francoforte/ Anchorage operato da Discover Airlines o da Condor di sole 9 ore che ci è piaciuto subito! Certo, ci sono anche altre infinite combinazioni con scalo in Usa e Canada, ma il volo molto veloce direttamente dall’Europa è stato una bella scoperta. Siamo quindi partiti da Zurigo, che offriva una tariffa di circa 400 euro a testa inferiore alla partenza da Milano, con scalo a Francoforte e diretto su Anchorage: pacchetto tutto prenotabile dal sito di United. Il costo del volo è variabile, da Milano in agosto 2025 circa 1200 euro, mentre da Zurigo 800, ma si sa che il toto prezzo è sempre un azzardo. Quest’anno, a differenza del solito, a causa della particolare situazione socio-politica che ha interessato le relazioni Europa/Usa, prenotare in anticipo non è stato un vantaggio: i prezzi dei voli per gli Usa sono crollati a metà giugno e quindi la tratta poteva costarci anche un pochino di meno…

Autonoleggio. Le distanze tra un posto e l’altro nello stato più grande di tutti gli Stati Uniti implicano necessariamente il noleggio di un’auto. Il nostro sogno sarebbe stato noleggiare un van o un camper, ma essendo soltanto in due, le cifre per il mese di agosto sono davvero importanti: Alaskan Holidays, il maggiore riferimento per questo tipo di servizi, proponeva due settimane al costo di circa 6.000 euro, quindi abbiamo deciso di noleggiare un’auto classica e prenotare le sistemazioni strada facendo come al solito. Avendo in programma una mini deviazione anche nello Yukon canadese, ci siamo premurati di poter guidare anche in Canada e ci siamo affidati ad una compagnia internazionale come Alamo, peraltro già da noi testata un sacco di volte. L’amara sorpresa è arrivata una volta arrivati al bancone: Alamo e le compagnie “sorelle” (Enterprise, National) esponevano un cartello in cui escludevano dalla copertura assicurativa tutti i passaggi effettuati da territorio canadese e da alcune strade imprescindibili alaskiane. Esulando da una discussione sulla legalità di questa cosa, non è stato carino per noi e per una serie di altri turisti in arrivo, trovarsi davanti ad un problema del genere, quindi il consiglio che vi possiamo dare è certamente di depennare dall’elenco di opzioni questi rental e informarvi preventivamente con Avis, Budget (che parevano invece non fare eccezioni) o, meglio ancora, noleggiare con compagnie locali come Alaska car rental. Indipendentemente dalla compagnia scelta, optare per una macchina comoda, come un suv o fuoristrada, è certamente la scelta migliore alla luce del numero di ore che trascorrerete in auto. Ecco, se non vi piace guidare, non proseguite nella lettura e…..cambiate meta! La media di ore al volante giornaliera prevista è 4/5, quindi anche includere un guidatore aggiuntivo è consigliabile. Aggiungete una copertura assicurativa completa, perché le strade, a differenza di quanto potete aver visto sinora, hanno poco a che fare con le classiche strade belle lisce americane: buche, sterrate, dossi sono la norma. Il costo di un’auto per due settimane si aggira intorno ai 1300/1500 euro. Per i rifornimenti raccomandiamo di tenere sempre il serbatoio pieno, perché non di rado vi troverete a percorrere centinaia di km senza incontrare un distributore. Nel nostro caso abbiamo percorso 6500km, con un costo del carburante compreso tra i 3,50 usd e i 4 usd al gallone, giusto per farvi un’idea. Non ci sono strade a pedaggio generalmente, eccezion fatta per il tunnel che conduce a Whittier ad esempio, che si paga direttamente in loco, anche con carta (13 usd a veicolo standard). I parcheggi non sono stati un grosso problema, in genere c’è sempre scelta tra parcheggi a pagamento più vicini al centro e parcheggi liberi: mai avuto difficoltà a riguardo in ogni località toccata.

Cellulari. La norma in Alaska è che non ci sia segnale, mai, ovunque vi troviate! Anche le sistemazioni che offrono wi-fi a volte hanno una connessione estremamente lenta. Leggendo varie opinioni in rete abbiamo evitato di pagare una e-sim inutilmente e abbiamo optato per un piano internazionale con il nostro operatore italiano. Scelta valida? Sì, nel senso che la rete c’era, ma solo in alcune zone. Non è colpa dell’operatore…welcome to Alaska!

Sistemazioni. Alcune località non hanno un grosso elenco di hotel tra cui scegliere, anzi! Ecco perché è importante prenotare con molto anticipo i vostri alloggi, poiché quelli con tariffa abbordabile si esauriscono rapidamente. Noi abbiamo prenotato la gran parte delle sistemazioni in novembre per agosto usando le piattaforme di Booking e Airb&b; la maggior parte erano b&b, anche perché le catene internazionali hanno costi proibitivi in generale e non ci sono ovunque. Accertatevi che nelle classiche cabin in mezzo ai boschi vi sia l’acqua calda e un bagno praticabile, cosa non scontata. Le tariffe possono variare, ma difficilmente vi troverete a spendere meno di 100 euro a notte in camera doppia con bagno. Abbiamo visto cabin da sogno immerse nei boschi o vista laghi anche a 500 dollari a notte: se ne avete la possibilità, qualche sfizio potete in questo caso togliervelo! Nella foto sotto invece c’è il salone comune del nostro b&b, che non era affatto male!

Pasti. Altra nota dolente in Alaska è il costo dei generi alimentari, come magari avrete avuto modo di vedere in qualche nostro post nei supermercati, mentre eravamo in viaggio. Non parliamo dei ristoranti o pub in generale, dove per cenare con un hamburger (non cose eclatanti insomma) ci vogliono almeno 30/40 dollari a testa. Noi ci siamo organizzati così: in stiva abbiamo caricato alcuni alimenti da campeggio, che potessimo cucinare in loco, come un piatto di pasta, del tonno eccetera, assicurandoci che in alcune delle strutture prenotate ci fosse ad esempio la cucina ad utilizzo comune o il microonde. Abbiamo poi fatto delle spese di alimentari strada facendo, trovando soluzioni molto economiche come piatti caldi già pronti o insalate composte al momento in supermercati locali (i migliori sono Safeway e Three Bears) con circa 10 dollari a persona per pasto. Gli ipermercati più riforniti come Walmart e Target ci sono invece soltanto intorno alle città principali di Anchorage e Fairbanks, quindi per generi che potessero durarci per tutta la nostra permanenza, abbiamo fatto una spesa iniziale. Certo, qualche cena e pasto fuori si è fatto, ma solo dove ad esempio valeva la pena assaggiare qualche specialità locale, oppure dove non si aveva alternativa: dopo una giornata in auto capitava di avere il primo ristoro a 30km di distanza, non proprio comodissimo!

Escursioni. Eccoci all’argomento più gettonato e costoso di tutto il nostro elenco: due cose sono infinite, l’universo e il numero di escursioni prenotabili in Alaska!!! Di seguito riepiloghiamo quelle che abbiamo scelto noi, anche se in rete è davvero un ginepraio. Noi abbiamo scelto una classica camminata su uno dei ghiacciai alaskiani di maggiore importanza, il Matanuska Glacier, affidandoci a Mica Guides e alla recensioni super positive di questo operatore. L’escursione Ice Fall Trek con guida esperta dura 4 ore ed è stata molto ben organizzata: dalla fornitura di calzature e rampini, alla spiegazione di quel che stavamo facendo e vedendo. Il costo di un’esperienza come la nostra si aggira intorno ai 120 usd, oltre all’ingresso al parco nazionale (40 usd per persona). Per quanto riguarda invece le crociere abbiamo scelto una escursione giornaliera con partenza da Seward tra i fiordi del Kenai National Park, della durata di 6 ore: in questo caso ci siamo affidati a Majormarine, il costo è stato di 225 dollari a persona, comprensivi di pasto a bordo. Ultima escursione prenotata è stata la visita guidata alla Kennecott Copper Mine, l’antica città mineraria del Wrangell-St Elias N.P. in cui i vecchi stabilimenti non sarebbero stati accessibili con una semplice visita in autonomia. In questo caso l’operatore è stato St. Elias Guide ed il costo di 34 dollari per persona. Avremmo potuto spaziare con altre mille esperienze, ma ci siamo concentrati, in base al nostro itinerario, su ciò che ci interessava e soprattuto su ciò che era nelle nostre possibilità. Menzioniamo soltanto, a scopo informativo, tutte quelle escursioni molto pubblicizzate, come quella alle Brooks Falls o i voli sui ghiacciai in elicottero/aereo a elica, che sicuramente offrono emozioni indimenticabili, ma che non erano alla nostra portata (1300 euro a persona per la prima escursione e circa 900 per le seconde in genere). Detto ciò, alcune delle esperienze offerte a queste cifre sono replicabili gratuitamente sbattendosi un po’ di più e percorrendo qualche km in più in auto (esempio vedere gli orsi cacciare i salmoni). Ed è stata proprio questa la nostra scelta.

Spray anti-orso. Non è uno scherzo, compratelo subito appena atterrati! Eviterete di fare una vacanza con l’ansia di dover scendere dall’auto per sgranchirvi le gambe, fidatevi. In alternativa in alcuni luoghi è possibile noleggiarlo (ad esempio al Denali National Park). Il prezzo si aggira tra i 40 e i 50 dollari.

Insomma giusto per darvi un’idea delle spese a cui andare incontro per organizzare il viaggio. Se questo articolo vi è stato utile, ma anche nel caso abbiate qualche dubbio o domanda, lasciateci un commento. Nel prossimo articolo a breve vi spiegheremo come abbiamo organizzato il nostro itinerario.

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  1. Avatar Andrea
    Andrea

    Complimenti, articolo super interessante e molto utile!!

    1. Avatar Colleziono Miglia
      Colleziono Miglia

      Grazie Andrea, era quello che speravamo!

  2. Avatar Antonella Cerioli

    Grazie per la descrizione della vostra avventura, un mio sogno da sempre. Posso chiedere che soluzione avete adottato invece delle Brooks Falls?
    Dove avete visto i grizzly?
    Grazie della risposta ❤️

    1. Avatar Colleziono Miglia
      Colleziono Miglia

      Ciao! E’ spiegato nell’articolo, sotto il paragrafo di Haines. Ci siamo semplicemente recati al Chilkoot River, dove si trovano i pescatori di salmoni. E abbiamo aspettato… Mamma orsa e i cuccioli sono arrivati! Diciamo che sia nel nostro caso, sia che tu opti per le Brooks Falls, la certezza matematica di avvistarli non c’è. Però in questa zona è altamente improbabile non vedere nessun orso e lo abbiamo provato noi stessi, senza una spesa eccessiva, come quella richiesta dalle escursioni che dicevi tu. Grazie del commento 🙂

  3. Avatar Maurizio
    Maurizio

    Ciao, bellissimo articolo, mi piacerebbe sapere come siete riusciti a vedere gli orsi evitando le spese delle escursioni che ho visto si aggirano intorno ai 900 dollari a persona.. grazie!

    1. Avatar Colleziono Miglia
      Colleziono Miglia

      Ciao! Intanto grazie per il commento. Siamo semplicemente andati al Chilkoot River, un posto splendido dove pescatori di salmoni e fotografi restano appostati per ore… e abbiamo aspettato! Nessuna escursione garantisce l’avvistamento degli orsi, per cui abbiamo optato per una soluzione che non comportasse una spesa eccessiva (900 euro a persona per una famiglia sono moltissimi soldi e…rischiare di tornare a mani vuote onestamente non è il caso!). Quindi nessuna escursione, solo una bella passeggiata in un posto dove gli avvistamenti sono frequenti. E’ stato bellissimo!

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