Che fosse un viaggio impegnativo, l’avevamo già capito nelle prime fasi di stesura dell’itinerario, ma che questo Perù potesse metterci a dura prova anche a livello emotivo non lo avevamo proprio messo in conto!

Un viaggio rimandato dal 2020, per i motivi che tutti conosciamo, ma che a distanza di due anni siamo riusciti a fare in completa autonomia, organizzando tutto da casa come siamo soliti fare. In questo articolo cerchiamo di fornire il maggior numero di informazioni per poterlo fare senza lasciare nulla al caso, arrivando preparati psicologicamente e fisicamente!!

Il “soroche” o temutissimo mal di montagna. L’aspetto più importante di tutti, che molti sottovalutano, è l’adattamento del nostro organismo all’altitudine elevata. Leggendo vari blog e soprattutto chiedendo consiglio al nostro medico, la scelta più sensata è stata quella di salire in quota gradatamente: il che è l’esatto opposto di quello che molte agenzie vendono con un comodissimo volo Lima- Cusco, per evitarvi le tantissime ore di bus/auto/mezzo di trasporto a piacere. Trovarsi in meno di tre ore da zero a 3400 metri è il modo migliore di rovinarvi il resto della vacanza con mal di testa, fiato corto ed annessi. Abbiamo scelto le n-ore di autobus per raggiungere prima Arequipa, città ideale per un primo acclimatamento a 2300 metri e, successivamente,  Puno e Cusco (rispettivamente 3800 e 3400 metri slm). Ce la siamo cavata con un paio di mal di testa, senza nessun problema nei giorni successivi, quando abbiamo raggiunto anche i 4900 metri durante un trekking. Affidatevi ai consigli della gente del posto: bevete matè de coca spesso durante il giorno e anche tanta acqua; se non vi alletta masticare foglie di coca, ci sono le caramelle come valida alternativa. Ogni tanto spruzzate un po’ di alcool sul palmo della mano e respiratelo, vi darà un leggero sollievo.

 Durata del viaggio. La durata minima per un viaggio in Perù è di almeno due settimane, in primo luogo per ammortizzare le tante ore di volo e, soprattutto, perchè le distanze tra punti di interesse da percorrere sono davvero notevoli. Pensate soltanto che i siti di maggiore interesse intorno a Cusco (intorno si fa per dire!) distano tutti almeno due ore e mezzo di auto dalla città. Se poi aggiungiamo le tratte di spostamento a lunga percorrenza su strade parzialmente sterrate, di montagna e strette come il vostro cortile di casa, capirete che i tempi si allungano a dismisura. 

Come arrivare: l’aeroporto principale è quello di Lima, sul quale volano diverse compagnie aeree con almeno uno scalo dall’Italia. Noi ci siamo trovati molto bene con Delta, con scalo breve ad Atlanta. Per i voli interni invece la maggiore compagnia, nonchè quella con voli più frequenti e affidabili è sicuramente Latam.

Come  muoversi: scartata l’ipotesi “solo aereo”, per i motivi che dicevamo sopra, il modo più comune di spostarsi in Perù è sicuramente l’autobus. La rete di autobus turistici è organizzatissima e i mezzi sono abbastanza confortevoli, a seconda delle compagnie, soprattutto quelli notturni. Abbiamo prenotato gli spostamenti più lunghi da casa tramite il motore di ricerca Ticket Bolivia, che rimanda ai vari siti, anche se in loco ci sono moltissime compagnie locali e corse disponibili ad ogni ora del giorno e della notte. Diciamo che non vi è rischio di rimanere a piedi, vista la quantitià di mezzi in partenza ogni giorno dalle varie stazioni. Per le corse notturne ci siamo trovati molto bene sia con Cruz del Sur, sia con Todo Tursimo, che collega il Perù con la Bolivia: autobus dotati di sedili completamente reclinabili a 180° (“cama“) o poco meno (“semicama“), in cui vi verranno serviti anche una piccola cena e la colazione. La capienza è inferiore ad autobus analoghi proprio perchè tutti i passeggeri hanno lo spazio necessario per sdraiarsi. Nota di redazione: sui siti di queste compagnie viene sponsorizzata la presenza di wi-fi a bordo, ma nella migliore delle ipotesi lo troverete solo in stazione prima della partenza. A bordo portatevi libri o altro, perchè di segnale wi-fi non ci sarà neppure l’ombra. Abbiamo invece optato per un volo interno prima di rientrare, da Cusco a Lima, perchè in questo caso il problema altitudine non si poneva. Per quanto riguarda gli spostamenti brevi tenete presente che troverete taxi ovunque, a prezzi onesti e che a Lima funziona benissimo anche Uber. Infine, per raggiungere Aguas Calientes, base di partenza per l’escursione a Machu Picchu, ci sono diversi treni panoramici, più o meno lussuosi, da prenotare in anticipo vista l’alta affluenza. Anche in questo caso a seconda del servizio e sistemazione scelti a bordo ci sono varie fasce di prezzo.

Periodo ideale: la stagione ideale per visitare questo paese è la nostra estate, che corrisponde al loro inverno. Temperature miti di giorno, ma che possono andare sotto lo zero di notte, si tratta pur sempre di località di alta (a volte altissima) montagna! Luglio e agosto sono i mesi migliori e anche quelli in cui piove di meno.

Come vestirsi: per i motivi di cui sopra l’abbigliamento tecnico a strati è sicuramente la soluzione migliore per affrontare il viaggio. Magliettine termiche, pile leggeri, un antipioggia/antivento e una cuffia di lana non possono mancare in valigia. Gli scarponcini da trekking nemmeno. Puntate a capi leggeri, ma sovrapponibili; trolley e valigie rigide da evitare assolutamente e da sostituire con zaini da trekking più maneggevoli. In molte situazioni potrebbe non esserci un marciapiede asfaltato su cui far scorrere i trolley; la comodità nei continui spostamenti è la priorità della vacanza.

Farmaci: oltre ai classici antidolorifici per il mal di testa, portatevi dei fermenti lattici, sempre utili. A noi è stato consigliato un farmaco contro il mal di montagna, un diuretico che si trova in farmacia, che però fortunatamente non abbiamo avuto bisogno di assumere. Consultate sempre il vostro medico di base, sicuramente più competente di un blog di viaggi. Stesso discorso per eventuali vaccinazioni obbligatorie, a seconda delle zone visitate. Nel nostro caso non sono state necessarie.

Le principali città in cui fare base per poter visitare i siti principali sono Ica, Arequipa, Puno e Cusco. Quest’ultima in particolar modo è la città di riferimento se volete visitare le maggiori attrazioni turistiche come le montagne colorate, la Laguna Humantay e la Valle Sacra per dirne alcune. Per tutte le escursioni ad elevata altitudine, consigliamo di  affidarsi ad agenzie locali organizzate, poichè in caso di malessere o di affaticamento eccessivo sono attrezzate e preparate ad assistervi. Inoltre, viste le condizioni e il traffico delle strade da percorrere, l’unica cosa sensata da fare è mettersi nelle mani di chi è abituato a guidare in queste condizioni per molte ore. Per quanto riguarda invece siti come Maras, Moray o i dintorni di Cusco, ad esempio Chinchero ecc… , potete tranquillamente organizzarvi in autonomia e raggiungerle con un taxi. I prezzi sono contenuti e la libertà di spostamento è garantita. Per trovare le compagnie che organizzavano escursioni non abbiamo fatto una ricerca solo in rete, in quanto alcune non hanno siti internet; abbiamo chiesto ai nostri host i contatti delle agenzie locali, un buon modo per sostenere anche le realtà più piccole che, credeteci, ne hanno davvero bisogno.

Pasti: durante le escursioni le varie compagnie propongono soste colazione/pranzo in ristoranti locali convenzionati. La giornata tipo prevede la partenza tra le 4 e le 5 del mattino, sosta colazione, visita del sito e sosta pranzo prima del rientro. In alcuni di questi ristoranti convenzionati ci siamo trovati davvero bene, in altri non siamo riusciti a mangiare gran che, in altri ancora non abbiamo avuto esperienze positive. Ci vuole un po’ di fortuna e spirito di adattamento: in ogni caso, portatevi sempre delle barrette energetiche o della frutta, nel caso in cui le condizioni del locale non fossero rassicuranti. Per quanto riguarda le città turistiche la scelta di ristoranti e tavole calde è davvero ampia e si mangia molto bene. Assaggiate qualche specialità locale come il cheviche o il lomo saltado; l’altro piatto forte è il cuy, una specie di porcellino d’india arrosto, ma che non abbiamo assaggiato perchè siamo piuttosto impressionabili e la presentazione del povero animaletto intero non è molto invitante.

Un elenco di consigli pratici che speriamo possano esservi utili se avete scelto questo paese come prossima meta. Prossimamente ci occuperemo anche dell’itinerario. 

 

 

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