Sarà che abbiamo visto troppe volte il film “L’amore non va in vacanza”, sarà che Chiara è ossessionata da Jane Austin, Downton Abbey e Miss Marple, ma ad un certo punto il countryside inglese è diventato un’ottima idea per un itinerario di tre o quattro giorni! Consapevoli che in Inghilterra due cose sono certe, sua maestà la regina Elisabetta e la pioggia costante, abbiamo organizzato il nostro giro nelle Cotswolds in primavera. La regione di cui stiamo parlando è un distretto del Gloucestershire, a nord ovest di Londra precisamente. Per avere un termine di paragone le Cotswolds stanno a Londra, come Courmayeur sta a Milano: finita la settimana lavorativa, si va nel countryside a trascorrere del tempo immersi nella natura e dove le lancette dell’orologio sembrano muoversi più lentamente. Cottage con tetti in paglia (sì, come quello di Kate Winslet!), giardini perfettamente curati, laghetti con le anatre e sale da the anni venti: questo il concentrato del nostro itinerario. Tanti sono i paesini del distretto, ma l’ideale è non farsi prendere dalla frenesia di vederli tutti, altrimenti si perde un po’ il senso delle Cotswolds stesse, ovvero un clima tranquillo, rilassato e senza stress.

Per prima cosa vediamo come arrivare: gli aeroporti più comodi sono Bristol e Birminghan, ma quelli di Londra offrono più spesso orari e prezzi flessibili. Da Londra ci sono diversi treni che collegano la città alla campagna, ma la soluzione più comoda e meno dispendiosa in termini di tempo è quella di noleggiare un’auto

La prima tappa del nostro itinerario è stata Bradford on Avon, un piccolo villaggio lungo il corso dell’omonimo fiume, dove abbiamo deciso di sostare per assaggiare il pluripremiato the della famosa The Bridge Tearoom. Questa piccola sala da the, appena dopo il ponte, sembra catapultare i clienti negli anni 20: una tazza di the accompagnata dalla torta del giorno o scones è il giusto inizio per ambientarsi!

Lacock è stata la nostra seconda tappa: gli appassionati della saga di Harry Potter sapranno certamente quante e quali scene sono state girate qui, soprattutto nella sua bellissima Lacock Abbey, immersa nel verde; quelli di Downton Abbey riconosceranno le strade della parata, insomma… ce n’è per tutti i gusti! Le vie che conducono al piccolo centro sono piene di botteghe, negozietti di artigianato e antiquariato (che in tutta la contea spopolano letteralmente!). Il parcheggio è vicinissimo sia al centro che all’abbazia, per cui non avrete difficoltà a trovarlo. Attenzione: alle macchinette si paga sono con le monetine, altrimenti serve l’app!

Bath è la cittadina più grande visitata in questo itinerario: le terme romane, la sua abbazia e il clima ovattato che si respira all’ora di cena lungo le sponde del fiume ci hanno impressionati! Conosciuta per le sue sorgenti calde naturali, in realtà Bath è stato un punto fisso sul nostro itinerario perchè è la città di Jane Austin: la scrittrice visse qui nei suoi anni più prolifici, tanto da meritare un festival a lei dedicato che si svolge ogni anno.

Ci siamo poi diretti verso la località delle Cotswolds con lo scorcio più fotografato, instagrammato e chi più ne ha più ne metta: Castle Combe, una tappa obbligata per chi visita questa zona. Un villaggio minuscolo, una via principale lunga poco più di 200 metri, qualche porticina a cui bussare che offre torte fatte in casa e caffè ai turisti, cosa chiedere di meglio? Sì, ecco, se proprio dovevamo chiedere qualcosa di più, era di trovare il famoso scorcio del paese senza passanti per fare una bella foto. E siamo stati accontentati.

Bibury: un paesino pittoresco, che sembra dipinto tra il verde acceso della campagna e il fiume Coln che lo costeggia. Forse l’unico dramma è trovare un parcheggio nel fine settimana, ma non fermarsi qui sarebbe un errore. Per prima cosa percorrete la Arlington Row, una stradina dove il tempo sembra essersi fermato. L’edera che si è arrampicata per anni sui cottage in pietra fa capire quanto siano antichi! Raggiungete poi l’altra sponda del fiume, dove un allevamento di trote con annessa rivendita di prodotti locali è il centro più gettonato per una sosta. Evitate l’ora di pranzo, la più affollata.

Nel nostro itinerario abbiamo previsto anche una sosta veloce a Burford, dove a parte scattare una foto da sfondo desktop che ci parlasse di Cotswolds, ci siamo trattenuti poco. Si trova a pochi chilometri da Woodstock e l’attrazione principale della zona è sicuramente il Palazzo di Blenheim: se decidete di visitare questo meraviglioso palazzo e i suoi giardini, prenotate con molto anticipo!

A differenza della gran parte dei siti che abbiamo consultato prima della partenza, ci sentiamo di consigliare anche una brevissima sosta a Northleach. Dimenticatevi per un attimo negozietti di souvenir e sale da the: ammirate il villaggio silenzioso e le case dei suoi abitanti; se volete qualche foto ricordo senza passanti intorno e con lo sfondo dei tipici cottage inglesi, venite a scattarle qui in tutta tranquillità; dopodichè rimettetevi in marcia!

Il più affollato e gettonato paesino dell’itinerario che abbiamo incontrato è stato certamente Burton on the Water, chiamato anche “la Venezia delle Cotswolds”, per i suoi ponticelli sul fiume e la moltitudine di botteghe che lo costeggiano. E’ un’ottima base per trovare tutto a portata di mano, panetterie, caffetterie, negozietti e quant’altro. Certo è che la sua bellezza viene un po’ nascosta dalla quantità di gente che si riversa qui nel weekend. Per gli appassionati dei motori, qui si trova anche un piccolo museo che raccoglie diversi mezzi di locomozione di tutte le epoche in un cortile privato: il Cotswolds Motoring Museum.

Proseguiamo poi il nostro giro con i due villaggi di Upper e Lower Slaughter: due piccoli “contenitori” di cottage curati e immersi nella tranquillità del verde circostante. Il primo più servito e frequentato da turisti e passanti, il secondo molto silenzioso e perfetto per chi preferisce una camminata a contatto soltanto con la natura. Le visite a queste due gemelle sono piuttosto veloci; la sosta alla gelateria The Old Mill di Lower Slaughter, per un assaggio del loro gelato biologico 100% è d’obbligo! Ve la consigliamo per merenda.

Stow on the Wold è la cittadina che proprio non si può tralasciare in un itinerario delle Cotswolds: a parte le caffetterie della piazza centrale, sempre molto invitanti e piene di visitatori, la Chiesa di S.Edward è la vera attrazione del luogo. Sul retro dell’edificio si trova la famosa porta a cui Tolkien si ispirò per la porta di Durin, incorniciata da due alberi secolari e dall’aspetto fatato. Per trovarla costeggiate la chiesa tutta intorno e dalla parte opposta al portone di ingresso principale troverete il punto esatto.

Nel nostro itinerario ci eravamo prefissati di fermarci anche in una delle tipiche farms di campagna, che qui sono vere e proprie aziende in cui si producono, vendono e cucinano i prodotti locali. Tra le tante vi segnaliamo Daylesford Farm, molto ben attrezzata e organizzata. Per darvi l’idea di quel che troverete al suo interno immaginatevi l’equivalente di un nostro vivaio, mixato ad una food hall con possibilità di consumare all’interno o all’esterno nei giardini. Ottima per abbinare una sosta per pranzo ad un momento di shopping! 

Moreton in Marsh è un altro punto strategico in cui fare base per visitare la Cotswolds: ben servito e dove tutto ciò che c’è da vedere si trova lungo la via principale che attraversa il paese.

 

Fermatevi poi a Chippin Campden: oltre a vantare la chiesa a nostro avviso più bella della zona, qui troverete diverse botteghe di antiquariato e artigianato locale. Il paese è idealmente diviso in tre zone: quella della chiesa, la via principale e una zona residenziale dove trovare i cottage più caratteristici della zona!

Nell’ultimo tratto del nostro itinerario abbiamo incontrato Broadway, dove abbiamo deciso di non fermarci perchè il centro è molto simile ad altri e piuttosto affollato. L’attrazione principale su cui soffermarsi si trova invece fuori dal centro ed è la Broadway Tower: una torre fortificata costruita nel 1798 per monitorare gli attacchi nemici e dotata di bunker anti attacchi nucleari. 

Gli ultimi due punti di interesse del nostro itinerario sono Snowshill, piccolo centro abitato velocissimo da visitare e il Sudeley Castle, nei pressi di Winchcombe, che invece richiede un po’ più di tempo, previa prenotazione della visita online. Questo castello quattrocentesco merita una sosta anche soltanto per la bellezza dei suoi giardini. All’esterno è presente anche un piccolo punto di ristoro e uno shop ben attrezzato.

Il nostro itinerario finisce qui e concludiamo il nostro articolo con alcune osservazioni e consigli pratici per l’organizzazione come al solito:

  • per prima cosa la questione meteo: per quanto possiate decidere di organizzare il vostro giro in primavera o in estate, si sa, il meteo inglese è sempre un punto di domanda. Siamo partiti con k-way e ombrellini al seguito, ma il tempo è stato più che clemente, con giornate di sole e non una goccia di pioggia. Diciamo un evento più unico che raro!
  • dove alloggiare: se volete avere tutto a portata di mano e siete amanti delle comodità, scegliete per il soggiorno centri più serviti come Moreton in Marsh o Broadway. Noi abbiamo preferito optare per strutture più decentrate, immerse nella tranquillità della campagna. Tenete presente che ovunque, anche se isolati, ci sono pub attrezzati a hotel e bed&breakfast. Quelle che abbiamo provato e che ci sentiamo di consigliare sono The Masons Arms appena fuori da Cirencester e The Swan Inn ad Ascott Under Wychwood. Sono strutture piuttosto simili, pub in tipico stile inglese con ristorante e alloggi annessi. Ci sono piaciuti sia gli arredi tipici e gli spazi aperti intorno, sia la comodità di potersi fermare per cena e pernottamento dopo giornate di cammino intense. 
  • merita due righe anche la questione parcheggi: quasi ovunque il problema parcheggio non sussiste, nel senso che si trova posto per l’auto senza problemi. Quel che invece può essere un problema è che in prossimità delle maggiori attrazioni quasi mai il parcheggio è gratis. Quindi armatevi di pazienza e considerate sempre quelle 3/5 sterline in più rispetto al biglietto di ingresso preventivato.
  • assicurazione auto: mai come in caso di guida a destra consigliamo di fare un’assicurazione completa per il noleggio auto!
  • durata del viaggio: questo dettaglio è soggettivo, considerate che il nostro itinerario è stato di 4 giorni pieni, ma includeva alcune tappe, come Oxford, un po’ fuori rotta rispetto alle Cotswolds. Detto ciò alcune visite sono piuttosto veloci, altre richiedono un po’ più di calma e tutto è molto soggettivo. Diciamo che 3/4 giorni per questa regione permettono già di vedere buona parte dei punti di interesse, a voi la scelta!

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti in questo articolo

8 Commenti

  1. Avatar

    Semplicemente meraviglioso,sono stata più volte a Londra,ma questi posti zero!

    Rispondi
    • Avatar

      Ciao Mirella, grazie del commento e speriamo di averti dato un buono spunto per organizzare un prossimo viaggio…

      Rispondi
  2. Avatar

    Che meraviglia…
    Grazie per aver condiviso il tuo itinerario…
    Spero di riuscire presto ad andarci….

    Rispondi
    • Avatar

      Ciao Francesca, grazie a te del commento e dei complimenti. Te lo auguriamo davvero, merita davvero questa parte di Inghilterra.

      Rispondi
      • Avatar

        È dal 2020 che vogliamo andarci con il nostro bimbo,che ha ora 3 anni.
        Speriamo di poterci andare presto!

        Rispondi
        • Avatar

          Ciao Valeria, grazie del commento, purtroppo il covid ha frenato anche molti dei nostri viaggi. Ora come tutti ci stiamo riprendendo, ti auguriamo di poter portare il tuo bimbo in questo meraviglioso posto.

          Rispondi
  3. Avatar

    Avevamo intenzione di atterrare a Bristol e poi dirigerci verso le Cotswolds.
    Hai suggerimenti o consigli?
    Grazie

    Rispondi
    • Avatar

      Ciao Francesco, beh Bristol e’ comodissima e vicina a Bath, una delle citta’ piu’ belle che abbiamo visto e dove potresti fare base per la prima notte del tuo giro. Da lì visiti Bradford On Avon e Castle Combe fino a risalire per tutti gli altri paesini elencati nell’articolo. Buon viaggio

      Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CollezionoMiglia © 2019 – 2022