Un weekend a Marrakech è sempre una buona idea! Una città sorprendente, visitabile in tre giorni, che potremmo descrivere con tre aggettivi: colorata, profumata e affascinante. Cercheremo di elencare in questo articolo le esperienze da fare e ciò che deve essere assolutamente visitato in un weekend.  Se volete un assaggio di quel che vi aspetta guardate il nostro video qui. L’aeroporto dista soltanto 6 km dal centro, per cui raggiungerlo è facile ed economico: i taxi hanno tariffe fisse, ma la spesa è più che sostenibile. Per spostarsi in città, dentro e fuori dalle mura, consigliamo come sempre di muoversi a piedi, per godersi appieno ogni angolo nascosto; fuori dalle mura i taxi sono comunque efficienti, economici e facilmente rintracciabili. 

Per quanto riguarda l’alloggio, ci sono diverse proposte, ma quella che consigliamo è di dormire in un riad: l’esperienza da fare per un breve soggiorno è certamente quella di soggiornare in una abitazione tradizionale marocchina. Il riad è un’insieme di abitazioni raccolte all’interno di un cortile o giardinetto, in tipico stile locale, delimitate da un portone o cancello. Aprendolo vi si presenterà davanti agli occhi un mondo a parte, ognuno con la sua particolarità; ce ne sono moltissimi, per tutte le tasche, con il comune denominatore dell’ospitalità marocchina. Non ve ne pentirete! Noi abbiamo scelto Riad Kasbah, situato proprio nell’antica Kasbah: varcando le mura cittadine ci siamo addentrati in un mercato (dove le auto non possono circolare) e in una viuzza ciottolata abbiamo trovato il nostro alloggio. Difficile descrivere la sensazione di chiudersi dietro le spalle un portone, lasciando fuori il chiasso del mercato e dei carrettini di frutta, trovandosi improvvisamente in un’oasi di tranquillità. 

 

Sperimentate le specialità locali: la cucina marocchina è notoriamente tra le più apprezzate e copiate del mondo. I piatti basati su ingredienti poveri o semplici, ma combinati e insaporiti con mix di spezie inaspettati sono davvero il suo punto di forza. Ardua la scelta tra tajine e cous cous quando dovrete ordinare: un consiglio? Assaggiateli entrambi, in una delle tante combinazioni adatte a vegetariani e non!
Passeggiare nel souk: il luogo degli scambi, un gigantesco mercato articolato in centinaia di vicoli e viuzze labirintiche, dove perdersi in svariati itinerari. Impossibile non passarci alcune ore durante il soggiorno in città. Parola d’ordine: contrattare!
 
Palazzo Bahia:il più famoso palazzo in stile moresco della città, considerato un capolavoro dell’architettura. Cortili, giardini, scuderie e stanze con decorazioni opulente ovunque. Meglio scegliere di visitarlo al mattino presto, per evitare la folla di turisti!
Palazzo el Badi: quello che resta di questo palazzo cinquecentesco può solo far immaginare quale fosse lo sfarzo nel periodo di suo massimo splendore. Fatto costruire dal sultano Ahamad al Mansur a scopo celebrativo, ricorda moltissimo la Alhambra di Granada: se avete visitato entrambi, troverete un sacco di analogie!
 
Tombe dei Saaditi: complesso monumentale che comprende le tombe di circa sessanta membri della dinastia sa’diana, con origini intorno al 1600, ma di recente scoperta. Affaccia direttamente sulla piazza della moschea della Kasbah ed è visitabile in autonomia.
Giardini Menara: questi giardini, piuttosto defilati rispetto al cuore pulsante della città antica, hanno un’altissima concentrazione di alberi da frutta e ulivi. Tranquilli e adatti per chi volesse prendersi una pausa dal caos cittadino, sono contraddistinti da una grossa piscina centrale, presa d’assalto dai fotografi per creare effetti davvero particolari.
 
Secret Garden: in pieno centro storico si apre un portone verso questi giardini raccolti, curati ed elegantissimi. Un negozio di souvenir e una terrazza panoramica per sorseggiare una bibita fresca fanno il resto. Molto piacevoli!
 
Madrasa Ben Yousef: questa scuola coranica è la madrasa più grande del Marocco, con ben 130 stanze destinate agli alunni. Obbligatoria la visita, ma sconsigliata nelle ore pomeridiane per la troppa folla, che non permette di apprezzarne la bellezza.
Maison de la Photographie: per noi sarebbe stato impossibile bypassarlo, ma consigliamo anche a chi non è appassionato di fotografia di visitare questo edificio, dove sono raccolti i tesori della fotografia del Marocco. Alcune esposizioni sono permanenti, altre variano a rotazione. Bellissima la terrazza con una piccola caffetteria, dove sorseggiare un the tipico.
 
Piazza Jemaa el Fna: senza bisogno di presentazioni, questo è il cuore pulsante della città. Vita frenetica, scambi di generi alimentari e non, incantatori di serpenti e musicisti… impossibile non averla vista in un documentario. Consigliamo di raggiungere la piazza all’ora del tramonto e accomodarsi in una delle tante terrazze con vista: un must!
 
Moschea La Koutoubia: l’edificio religioso più importante della città e punto di riferimento per orientarsi. E’ infatti visibile più o meno ovunque. Molto belli anche i giardini circostanti.
Giardini Majorelle: recente la realizzazione di questi giardini botanici (1931), progettati dall’artista Jaques Majorelle e destinati ad abitazione. Il blu brillante utilizzato per i muri e le decorazioni è diventato il famoso “blu majorelle”, inconfondibile! Nel 1966 il complesso venne acquistato da Yves Saint Laurent e Pierre Berges, che se ne innamorarono dopo il loro soggiorno a Marrakech. All’interno oggi si trovano collezioni permanenti e uno shop dedicati agli artisti. La visita va prenotata con un po’ di anticipo sul sito ufficiale per fasce orarie.
 
La Mamounia: tra gli hotel di lusso, questo è una vera e propria istituzione. Dati i costi proibitivi ovviamente non abbiamo soggiornato qui, ma l’intero complesso è visitabile dai turisti per fasce orarie. Si possono vedere i giardini curatissimi che conducono all’ingresso, la hall e i corridoi con i negozi; è possibile entrare (a pagamento) nella spa, oppure semplicemente fermarsi ad un tavolino e ordinare un drink. 

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